martedì 24 novembre 2020

PEDAGOGIA

PAG. 295
1.Le motivazioni alla base del nuovo sentimento dell’infanzia sono diverse: alcune nascono dall’ideale della cultura romantica, cioè corrggere con amore e far crescere la capacità di vedere il mondo attraverso l’ingenuità e il sentimento dei bambini, altre nascono dagli studi di medicina che pongono l’attenzione anche sulle condizioni igieniche ed infine alcune nascono dal cercare di risolvere i problemi sociali legati alla povertà.
2.La vita dei bambini dei ceti popolari agli inizi del XIX secolo era al limite della sopravvivenza, cresce l’incremento di fenomeni come accattonaggio e vagabondaggio infantili ed è numeroso il numero di abbandono dei figli a causa dell’estrema povertà delle famigliE
3.La nascita della città industriale genera il fenomeno del lavoro femminile extracasalingo ed anche l’ingresso precoce dei bambini nel lavoro delle fabbriche.


PAG. 298

1.Robert Owen era un industriale e filantropo che aprì una classe per i più piccoli nella sua manifattura modello di New Lanark, in Scozia. Dove si insegnavano i rudimenti del sapere, un po’ di storia naturale e di geografia, intervallati da marce ritmate, danze e canti.

2.In Francia si registrarono le iniziative di Madame de Pastoret, del barone Joseph Marie de Gèrando, di Madame Émilie Mallet e di Jean Marie Denys Cochin, autore di uno dei primi testi organici di pedagogia infantile con l’indicazione delle attività più adatte all’infanzia.

3.Gli aspetti che caratterizzavano l’esperienza educativa di Aporti sono il rivolgersi a bambini in età prescolastica mirando allo sviluppo intellettuale, morale e fisico. Erano importanti l’insegnamento religioso per le basi dell’educazione morale, la valorizzazione del forte spirito imitativo, l’importanza dell’esercizio fisico come un gioco, l’attenzione all’uso appropriato della lingua, la pulizia e la cura del corpo, del vestiario e l’alimentazione sana. Inoltre nelle scuole aportiane non erano ammesse le punizioni.

4. L’iniziale successo dell’aportismo era dovuto alla proposta innovativa di un’apposita istituzione educativa per l’infanzia.


PAG. 302

1.Le riflessioni pedagogiche che portarono Fröbel all’idea del giardino sono fondamentalmente quelle sostenute da Rousseau, quindi un’educazione naturale che vedeva i bambini come giovani piante o piccoli animali a cui bisogna dare 

2.Fröbel riprese da Rousseau la concezione del bambino e della natura, mentre da Pestalozzi riprende in parte la sua elaborazione pedagogica.

3.I doni erano dei giocattoli dotati del potere simbolico di far intuire al bambino le leggi che regolano il mondo, ed erano pensati e utilizzati secondo una logica sequenziali e progressiva.

4.Il pensiero di Fröbel all’inizio ebbe una scarsa fortuna perché il suo progetto di educazione infantile sembrava troppo innovativo.


PAG. 304

1.La città era caratterizzata da problemi di ordine pubblico a causa della sovrappopolazione giovanile. 

2.Furono create iniziative in campo religioso e in campo laico.

3.La cultura educativa dei cattolici era caratterizzata dall’obiettivo di salvare le anime e quindi gli esercizi pratici per imparare un mestiere e i compiti scolastici si intrecciavano con le pratiche religiose, ma la fede religiosa restava il fondamento della vita civile.

4.Gli obiettivi dei laici erano la valorizzazione della potenzialità individuale e una società deconfessionalizzata.

domenica 22 novembre 2020

SOCIOLOGIA

P.313 

1. L'epoca postmoderna è caratterizzata dalla fine delle grandi narrazioni poiché i racconti di universali, come la Bibbia, i poemi omerici, o la filosofia di Karl Marx, non hanno più potere sulle persone, che non si rivolgono più ad essi per capire come agire. 

2. Intorno all'uso del termine "postmoderno" si è sviluppato il dibattito di Habermas, il  quale rifiuta il termine e lo dichiara come una dichiarazione di fallimento della modernità. 

3. Le caratteristiche fondamentali della post-modernità sono: la centralità del sistema d'informazione e comunicazione, la tendenza alla globalizzazione e alla frammentazione, l'accettazione delle diversità e un diffuso clima di incertezza. 

P.317 

1. Il fenomeno che caratterizza il mondo del lavoro nei paesi occidentali è la terziarizzazione dell'economia. 

2. Il numero di occupati dei settori primario e secondario è diminuito perchè grazie alle innovazioni tecnologiche hanno raggiunto un livello produttivo molto elevato, senza il bisogno di nuovi occupati. 

3. La flessibilizzazione del lavoro ha portato alla riduzione di certe spese per le imprese, ma al contempo ha portato ad esperienze di lavoro precario, situazioni di lavoro autonomo che però causano una mancanza di sicurezza ed un futuro molto incerto. 

4. La sharing economy è l'economia collaborativa, o economia della condivisione ed ha un rapporto fondamentale con le nuove tecnologie perchè proprio la tecnologia digitale è un supporto per queste pratiche sociali. 


p.319

1. Le conseguenze della crisi dei ruoli famigliari sono l'instabilità famigliare, una riduzione del numero dei compiti o comportamenti ritenuti maschili o femminili e una maggiore contrattazione della distribuzione dei ruoli famigliari. 

2. Le questioni di genere si sono evolute tramite le lotte e le riflessioni sula femminilità che hanno consentito il raggiungimento di livelli più elevati di istruzione, maggiore autonomia economica, famigliare e sociale. 

3. Gli studi sulla condizione maschile hanno evidenziato come gli uomini abbiano dovuto rinunciare ad una parte della loro identità, per esempio ad avere un rapporto profondo con sè e con gli altri, delegando questa attitudine alle figure femminili, come se tutto l'ambito delle relazioni sociali fosse di pertinenza solamente della donna. 

p.321

1. I consumi e la crescita dell'economia si legano perchè le industrie producono beni che devono essere venduti e consumati in modo che ci sia bisogno di produrre altri beni per sostituirli e tenere in movimento l'economia.

2. Con il termine consumismo si intende la tendenza a comprare molte più cose di quelle effettivamente necessarie. 

3. Possiamo affermare che oggi il consumismo interessa prodotti intangibili perchè la marca è ciò a cui i consumatori attribuiscono più importanza dato che attraverso di essa ritengono di poter affermare la propria appartenenza ad una determinata cerchia sociale. 

4. Le caratteristiche tipiche della postmodernità sono legate al consumismo perchè: i brand diventano uno strumento di comunicazione dato che tramite essi i consumatori esercitano le loro preferenze, le aziende propongono a società e culture diverse immagini e stili di vita globalizzati contribuendo però a creare identità locali e frammentate, i marchi consentono ai consumatori di creare delle identità mutevoli e infine perchè il consumo alimenta un  diffuso senso di incertezza. 


domenica 8 novembre 2020

PEDAGOGIA


 BAMBINI E DONNE TRA SETTECENTO E OTTOCENTO

JOHANN PAUL FRIEDRICH RICHTER E LA FIDUCIA NELL'INFANZIA

La riflessione pedagogica dei primi anni dell'Ottocento diede origine a due correnti di pensiero e di ricerca: la prima ispirata da una concezione romantica dell'infanzia e delle sue doti, interessò filosofi, educatori e uomini di scuola. La seconda incentrata sulla componente organica e psichica dell'uomo, si sviluppò soprattutto in ambito medico. Questo permise alla pedagogia di elaborare un'idea di infanzia e di educazione più ricca e complessa. Per cogliere le origini di questi due differenti orientamenti possiamo fare riferimento a due autori, attivi nei primi anni dell'Ottocento: Johann Paul Friedrich Richter e Jean-Marie-Gaspard Itard.

Johann Paul Friedrich Richter (1763-1825) nacque a Wunsiedel, in Germania e studiò teologia a Lipsia fino a quando dovette abbandonare gli studi e fuggire dalla capitale per via dei debiti accumulati. Negli anni success
ivi fondò e diresse la scuola elementare di Schwarzenbach. Acquisì grande notorietà come scrittore e romanziere. Autore di un celebre saggio educativo intitolato Levana (1807). Come scrittore di questioni educative, Richter si contraddistinse sia per la sensibilità e per l'empatia che mostrò nel mondo infantile, sia per la delicatezza e la profondità con cui descriveva il comportamento e la psicologia dei bambini.


In Richter come in altri esponenti del Romanticismo tedesco, la filosofia non fu mai disgiunta dalla vena poetica. In quest'ottica il bambino veniva presentato come la speranza per il mondo di domani e il depositario della capacità di guardare alla realtà nel modo giusto. In campo pedagogico il modello di Richter fu Rousseau. Egli era convinto che la crescita del bambino avesse bisogno soprattutto di condizioni favorevoli, che dipendevano dagli adulti. In Levana i bambini sono rappresentati come la garanzia per un mondo e futuro migliori e li definisce "educatori degli educatori". All'educazione tradizionale Richter oppose un'atmosfera educativa concreta.

PEDAGOGIA

 p.282

1. Il termine modernità indicava nuovi valori, come ad esempio la superiorità della civiltà industriale, la fiducia nel progresso, il principio della libera concorrenza, la visione laica dell'esistenza, il valore della razionalità. 

2. Coloro che criticavano l'idea di modernità temevano che il mancato riconoscimento dei valori religiosi, ovvero quelli tradizionali, avrebbero potuto ridurre il progresso ad un puro e semplice utilitarismo economico. 

3. La scuola nella formazione della nuova società aveva un ruolo fondamentale, poichè tramite essa i bambini sarebbero diventati degli adulti all'altezza dei tempi, capaci di integrarsi nella vita sociale in modo attivo e per condividere una visione laica dell'esistenza. 

p.286

1. La pedagogia di Herbart riprende dalla filosofia morale di Kant il fine dell'educazione, ovvero la moralità personale e la formazione del carattere e il conseguimento della virtù.

2. Le fasi del metodo educativo herbartiano sono: la chiarezza, l'associazione, l'ordine sistematico e il metodo. 

3. La disciplina e la formazione del carattere hanno un ruolo fondamentale poichè devono dare ordine etico alla molteplicità delle rappresentazioni che influenzano il fanciullo e che ne possono deviare gli interessi e i comportamenti. 

4. Il maestro, secondo la pedagogia herbertiana, deve programmare le lezioni, favorire il processo di associazione quindi di ampliamento del sapere dell'alunno tramite esercizi che consentono di mettere in relazione le competenze acquisite. 

p.288

1. Il mutuo insegnamento è un metodo rapido ed economico per combattere l'analfabetismo. 

2. Lancaster trasse ispirazione dalle esperienze che aveva vissuto, quindi adottò la pratica d'insegnamento che vedeva applicare nelle scuole all'aperto dei maestri indù. 

3. Grazie alle esperienze di mutuo insegnamento si diffusero: un'apposita società per l'educazione in Francia, a Milano fu avviato il periodico "il conciliatore", scuole mutue furono aperte anche in Piemonte, Toscana, Napoli e nello Stato Pontificio. 

p.290

1. Il punto di partenza della riflessione di Gabelli sulla scuola elementare fu il fatto che l'efficacia della scuola dovesse essere direttamente proporzionale alla capacità dei maestri di essere aderenti alle esperienze infantili. 

2. Gli elementi che differenziarono la pedagogia di Gabelli da quella di Herbart sono rappresentati dal fatto che nella pedagogia di Gabelli è presente una sensibilità pedagogica più attenta alle dinamiche infantili a differenza del metodo herbartiano in cui l'allievo è un personaggio senza volto e il protagonista dell'agire educativo è il maestro. 

SOCIOLOGIA

IL RUOLO DELLA DONNA 


Con la trasformazione delle relazioni famigliari durante l'industrializzazione, era nata l'idea di donna che rivestiva solamente un ruolo marginale nei processi produttivi e che fosse per questo giusto attribuire al suo lavoro un minore riconoscimento economico. Gli economisti elaborarono la teoria del 
doppio salario

, secondo la quale gli uomini dovevano essere retribuiti anche per mantenere la famiglia, mentre le donne, potendo contribuire sull'appoggio economico del marito, dovevano essere retribuite solamente per la loro sopravvivenza personale. Nelle società industrializzate si diffonde quindi l'ideale della donna casalinga e al contempo la donna lavoratrice diviene un soggetto anomalo, un problema da risolvere, perché la condizione di femminilità (debolezza) e lavoro industriale (fatica) non erano conciliabili. 

Nella prima metà del Novecento la presenza femminile nelle fabbriche aumenta e compaiono figure professionali prettamente femminili. Tale aumento della presenza femminile è reso possibile anche dalla progressiva sostituzione della forza fisica con le macchine e la loro presenza iniziò a comparire anche nei lavori impiegatizi, dove però non potevano fare carriera perchè i ruoli dirigenziali erano quasi sempre occupati da uomini. Nascono però anche nuove figure professionali prettamente femminili, come ad esempio l'infermiera, l'insegnante e l'assistente sociale proprio grazie all'idea che le donne abbiano più affinità con le occupazioni assistenziali ed educative. Dopo la seconda guerra mondiale aumenta il tasso di attività delle donne, ma la maternità continua ad essere un ostacolo notevole nel lavoro extradomestico. La differenza tra salari maschili e femminili continua ad esistere, e non fa altro che riprodurre e potenziare le differenze sul mercato del lavoro. 

LA SECOLARIZZAZIONE 

Da sempre il sacro è stato una dimensione centrale nell'esistenza dell'uomo e sempre dalla razionalizzazione è nata l'immagine positiva di Dio come provvidenza e misericordia, ovvero l'immagine di un essere che pur essendo superiore al creato se ne prende cura. Anche il sacro, come ogni altra esperienza umana significativa, per continuare ad esistere nel tempo si istituzionalizza, strutturandosi stabilmente e assumendo modelli di comportamento a cui i soggetti si uniformano. Tra gli elementi del sacro istituzionalizzato vi sono la fede e la dottrina. La fede è un'adesione affettiva e intellettuale ad un essere soprannaturale; la dottrina invece è la declinazione più o meno sistematica della fede stessa, in cui prende forma una descrizione più o meno dettagliata della divinità stessa, ma anche una visione del mondo e delle azioni richieste all'essere umano per conformarsi alla divinità. Un terzo elemento è il rito, ovvero il complesso di norme che regolano lo svolgimento dell'azione sacrale. Quando il sacro si istituzionalizza produce delle organizzazioni sociali dedite alla gestione della religione e del rito, che tutte insieme formano la chiesa. 

Una caratteristica della società moderna è anche il fatto che la religione è meno capace di influire sulla vita sociale; la società moderna vive così un processo di secolarizzazione ovvero una graduale espulsione del sacro dalle altre sfere della vita. La secolarizzazione avviene su due livelli: il primo riguarda le istituzioni sociali e la collettività, il secondo invece riguarda le scelte e le azioni individuali dei singoli attori sociali. Dal punto di vista personale essa è vista come un affievolimento della religiosità delle persone. Nella società individualizzata, l'alternativa e tra il credere in qualcosa e il credere in qualcos'altro: infatti ora abbiamo la possibilità di scegliere in che cosa credere e come afferma Taylor, l'individuo si orienta tra opzioni diverse, adattandosi a quella che gli sembra la più adatta alla propria personalità. In un ambiente secolarizzato convivono più forme di sacro e i messaggi che esse ci inviano, non pretendono più di indicare la verità, ma si dichiarano portatori di una verità tra le altre. 

SOCIOLOGIA

 PAG 299-308

 P.299

1. La razionalizzazione del lavoro implica il coordinamento degli sforzi perché il fatto che le persone svolgono mansioni diverse ma connesse tra loro, facilita il raggiungimento degli scopi lavorativi.

2. Grazie alla semplificazione e alla standardizzazione del lavoro, esso viene svolto in una struttura organizzata più rigida, viene scomposto in operazioni più facili ed elementari, coordinare il lavoro degli operai, utilizzo di macchinari.

3. Con l’introduzione della manifattura, il lavoro divenne semplificato e rivoluzionato. Gli artigiani prima svolgevano il loro mestiere a casa o in bottega con ritmi e tempi propri, ora il lavoro avviene in una struttura organizzata più rigida ed è scomposto in operazioni più facili ed elementari.

P.301

1. Karl Marx critica gli aspetti dell’organizzazione industriale, affermando che la divisione del lavoro porta ad una disuguaglianza sociale, in quanto gli imprenditori si arricchivano maggiormente, mentre i proletari disponevano unicamente della loro forza-lavoro ed erano costretti a salari bassi e mansioni manuali ripetitive e meccaniche. Un’ulteriore aspetto di critica per Marx fu l’alienazione. 

2. Per alienazione si intende che l’operaio viene espropriato dal suo lavoro e dai prodotti della sua attività, non prova quindi gratificazione e autorealizzazione. Per Marx l’alienazione consiste anche nella produzione capitalistica, in quanto fondata appunto sulla disuguaglianza sociale. Dopo Karl Marx, gli studi sociologici affermarono che l’alienazione non si limita soltanto al contesto industriale, ma è considerato un problema sociale più diffuso. L’alienazione infatti consiste generalmente in una condizione di impotenza e di isolamento, di mancanza di significato delle proprie azioni e di estraneità. 

3.  L’automazione si estese sia nel settore industriale che in quello dei servizi attraverso i computer e Internet. Portò alla velocizzazione del lavoro e alla nascita di nuove professioni altamente qualificate.

P.303

1. L’industrializzazione portò ad un’impatto sulla struttura e sull’organizzazione famigliare. 

2. All’interno della famiglia si verificò un’individualizzazione dei ruoli, in quanto l’uomo andava a lavorare in fabbrica, mentre la donna si occupava dell’economia informale e soprattutto della gestione dello spazio domestico.

3. Nel mondo occidentale industrializzato il matrimonio viene concepito come una scelta individuale e responsabile della coppia.

P.305

1. All’interno delle fabbriche, nelle mansioni impiegatizie e compaiono figure professionali prettamente femminili (infermiere, insegnante)

2. secondo la teoria del doppio salario l’uomo doveva essere retribuito in funzione di mantenere la famiglia, mentre la donna veniva retribuita soltanto per la propria sopravvivenza personale.

3. Attualmente non vi è più la discriminazione femminile nel mondo del lavoro

P.308

1. Attraverso l’istituzionalizzazione

2. Gli elementi dell’istituzionalizzazione del sacro sono la fede e la dottrina, che si manifestano attraverso il rito. 

3. La secolarizzazione è la graduale espulsione del sacro dalle altre sfere della vita. 

4. Nella società individualizzata però non vi è una completa espulsione del sacro, ma una sua moltiplicazione: l’individuo ha la possibilità di credere in qualcosa o in qualcos’altro.

lunedì 12 ottobre 2020

PEDAGOGIA


JOHANN HEINRICH PESTALOZZI

Johann Heinrich Pestalozzi (1746-1827) formula il suo pensiero educativo e delinea un suo metodo didattico prendendo spunto dall'opera di Rousseau, arricchendola e personalizzandola con la sua forte rivalutazione dell'importanza del modello familiare e femminile nell'educazione, a garanzia di una educazione del giovane che sia autenticamente naturale, la distinzione di diversi piani del processo educativo, la passione vista come spinta verso una nazionalizzazione dell'educazione di base che vada a costituire un mezzo per il riscatto sociale dei poveri.

Per Pestalozzi il fine dell'educazione deve coincidere con il raggiungimento da parte dello studente dell'autonomia morale. 

Dal punto di vista didattico il pensiero dell'autore si muove lungo un percorso che parte dall'intuizione e dal rapporto diretto con la realtà, criticando i metodi didattici diffusi all'epoca, in quanto visti come troppo verbali e non collegati all'esperienza degli alunni. 

Al contrario di Rousseau, egli non riteneva che l'uomo fosse necessariamente buono, parla infatti di natura inferiore dominata da istinti e passioni animalesche, riteneva quindi necessario che fosse compito dell'educazione perfezionare la natura dell'uomo e che l'educatore non avesse che il compito di assisterlo durante la sua naturale evoluzione secondo un'unità di cuore, mente e mano.

Sosteneva che l'uomo attraversasse tre stadi evolutivi:

-Naturale nel quale segue le proprie forze istintuali;

-Sociale in cui la vita in comune lo obbliga a una sorta di riadattamento, non sempre positivo per l'individuale;

-Morale ovvero il fine ultimo dell'uomo e dell’educazione in cui l'individuo si predispone al bene, alla solidarietà verso gli altri e all'accoglienza di Dio nel proprio spirito.


LEONARDO E GELTRUDE

Leonardo e Geltrude è un'opera letteraria di Johann Heinrich Pestalozzi. È uno dei grandi romanzi pedagogici del romanticismo europeo composto da quattro volumi, pubblicati tra il 1781 e il 1787. L'autore si dedicò all'opera durante tutta la sua vita, pubblicandone altre due edizioni, come reazione a diversi mutamenti socio-politici. Il romanzo è stato spesso accostato ad un altro grande romanzo pedagogico del romanticismo europeo di Ghoethe, e a I promessi sposi, per il forte impegno civile ed educativo e la scelta degli umili come protagonisti. Il primo e il secondo libro sono dedicati al popolo. Dimostrano che, attraverso il recupero civile e morale, l'impegno pedagogico e l'insegnamento dei buoni valori l'uomo può allontanarsi dalla cattiveria e ritornare alla sua bontà originaria. Gertrude è l'emblema del riscatto morale, oltre che civile; ed è inoltre, il simbolo della dimensione familiare e materna. Il terzo e il quarto libro sono invece rivolti alle classi colte. Arner ed Ernst rispecchiano l'impegno educativo dell'aristocrazia e della Chiesa, gruppi sociali a cui Pestalozzi attribuisce l'impegno concreto di iniziative destinate al rinnovamento morale della società. Allo stesso modo il principe incarna l'ideale pestalozziano di uno Stato educatore.

SOCIOLOGIA

 P.449 1. Gli osservatori che studiavano gli effetti dei media sul pubblico avevano paura che i mass media avessero la capacità di manipolar...