giovedì 22 aprile 2021

ANTROPOLOGIA

 PAG 279

1. Che cosa si intende per creatività culturale?
La creatività culturale è la possibilità di produrre qualcosa di nuovo o di dare un senso diverso a oggetti, abitudini, comportamenti, modelli culturali a disposizione.

2. Da che cosa è determinata la percezione estetica?
dal fatto stesso che vi siano diverse valutazioni estetiche di un oggetto all’interno della stessa cultura significa che il senso estetico è in parte un fatto soggettivo e in parte un fatto collettivo.

PAG 288
1. In che forme si esprime prevalentemente l’arte africana?
in una serie composita di attività estetiche sviluppate dalle popolazioni a sud del Sahara.
2. Quali interrogativi suscitano le pitture rinvenute a Lascaux, Vallon-Pont-d’Arc e Altamira?
perché si dipingeva in luoghi bui e angusti collocati sotto terra?
3. Come è avvenuto l’inglobamento degli “oggetti selvaggi” nella categoria occidentale “dell’arte”?

domenica 11 aprile 2021

SOCIOLOGIA

 PAG. 406

1. Quale problema caratterizza storicamente lo Stato sociale italiano?
il problema che caratterizza storicamente lo Stato sociale è la mancanza di una linea politica unitaria e definita .
2. Perché possiamo affermare che il sistema pensionistico del nostro paese è fortemente centrato sull'occupazione?
Perché non è efficace nel prelevare una quota delle risorse di cui si dispongono i più agiati per metterla a disposizione degli svantaggi, affinché questi possano godere di una totale sicurezza sociale. In più, il livello dei trattamenti pensionistici minimi è sempre rimasto prossimo alla soglia di povertà. 
3. Come viene organizzata oggi in Italia l'assistenza sociale?
L'assistenza sociale in Italia è sempre stata costituita da provvedimenti specifici per i vari gruppi sociali, a seconda del particolare tipo di bisogno o di disagio espresso: ha espresso una logica assistenzialistica che non prevede azioni di sostegno al benessere dei suoi cittadini, in generale, da parte dello Stato. 
Dal 2000 è stata approvata una legge che prevede che lo Stato stabilisca centralmente livelli essenziali uniformi di prestazioni sociali da garantire a tutti i cittadini che risiedono sul territorio nazionale.
4. Quali aspetti negativi ha comportato la burocratizzazione della scuola di massa?
il fatto che un'età delicata come la prima infanzia è totalmente a carico dei contribuenti, cui spetta l'onere di sostenere le spese necessarie per la frequentazione dei figli all'asilo nido; in molte città i posti disponibili sono inferiori alla domanda; infine, la scuola di massa finisce per adottare procedure standardizzate e impersonali, abbassando, in questo modo gli standard qualitativi.

PAG. 409

1. Quali fenomeni sono all'origine della nascita del "terzo settore"?
Forme alternative di solidarietà e di redistribuzione delle risorse economiche .
2. in che modo lo Stato interviene nella regolazione del privato sociale?
istituendo delle cooperative sociali.
3. quali sono i più importanti attori del Terzo settore in Italia?
le associazioni di volontariato, che forniscono servizi di varia natura anche se con basso livello di professionalizzazione.
4. Quale principio è stato riconosciuto nel coniare la definizione di “impresa sociale”?
il fatto che l’imprenditoria non coincide necessariamente con l’azione a scopo di lucro.

domenica 28 marzo 2021

SOCIOLOGIA

Le principali forme di regime politico
Esistono diversi "regimi" politici, taluni di carattere autoritario, cioè fatto in modo da consentire il dominio di una ristretta élite di persone, altrimenti democratici, cioè aperti alla partecipazione di ampi strati sociali.
In Europa per secoli ha dominato il modello dello Stato assolutista, in cui il potere era centralizzato nella figura del monarca. Oggi in tutte le società occidentali vige invece un regime di tipo sostanzialmente democratico. Il termine democrazia significa letteralmente "governo del popolo". 
Tutte le forme di democrazia hanno in comune un aspetto che può essere considerato il nucleo distintivo della democrazia: si verifica un'ampia corrispondenza tra ciò che fa lo Stato e ciò che pensa la società governata. 
La democrazia permette di regolare pacificamente il conflitto tra i soggetti sociali. Ciò non accade all'interno di un regime di tipo non democratico, dove cioè il potere politico non è distribuito tra i vari gruppi sociali ma concentrato in una sola persona o in un ristretto gruppo di persone. L'esempio più significativo è il totalitarismo (nazismo hitleriano in Germania tra 1933 e 1945). 
Mentre la democrazia cerca di far sì che tutti gruppi sociali abbiano possibilità di accesso al potere politico, il regime totalitario tende a sopprimere o a sottoporre al controllo dello Stato tutti i soggetti sociali individuali e collettivi, sia quelli più organizzati, come i sindacati, sia i gruppi primari più spontanei, come la famiglia. 

L'ideologia è uno degli strumenti fondamentali su cui poggia il totalitarismo, termine con il quale si designa ogni credenza utilizzata per controllare, appunto, i comportamenti collettivi. 
Il regime totalitario, inoltre, impone ai cittadini un comportamento senza un reale consenso, ma basandosi esclusivamente sull'uso della forza.
Il controllo dell'informa e la designazione di un nemico sono due caratteri fondamentali del regime totalitarista. Il primo, si attua presidiando gli organi di stampa, specie attraverso la censura, cioè vagliando attentamente contenuto di testi scritti, rappresentazioni teatrali e altre modalità d'espressione prima di autorizzarne la diffusione, per verificare che non contengano elementi pericolosi o sovversivi rispetto all'ordine costituto. Il nemico assoluto invece consiste in un soggetto di qualche tipo, interno o esterno alla nazione, indicato come pericoloso dal capo o dall'élite del partito a prescindere dalla sua effettiva pericolosità. 

I caratteri della democrazia: il consenso popolare
La democrazia possiede alcune caratteristiche che la rendono particolarmente adatta alla società in cui viviamo e preferibile agli altri tipi di regime politico. La prima è la capacità di conferire un alto grado di legittimità allo Stato e, in generale, a ogni forma di potere politico.
La democrazia rimane un regime politico basato più di ogni altro sul consenso popolare, consenso reso possibile dalla facoltà dei governati di controllare chi li governa.
In democrazia la società effettua un controllo forte e continuo sull'operato della sfera politica.

I caratteri della democrazia: la rappresentanza
Esistono diversi tipi di democrazia: democrazia indiretta e diretta. Nel primo caso, il popolo decide attraverso l'intermediazione di uno o più suoi rappresentanti; nel secondo caso, invece, il popolo decide in prima persona. Ciò che distingue queste due tipologie di democrazie distinte dal meccanismo di rappresentanza.  
La forma di regime più diffusa è la democrazia indiretta, ciò dipende dal fatto che la democrazia diretta appare più problematica da attuare e meno affidabile nei risultati.

I caratteri della democrazia: la frammentazione del potere e il rispetto delle minoranze
La caratteristica fondamentale della democrazia, il suo valore reale per la società, sta nella capacità di dar voce alla pluralità delle opinioni, degli interessi, degli atteggiamenti. Ciò avviene in maniera particolarmente efficace non tanto quando tuti possono formalmente dire la loro, quanto piuttosto quando il potere è di fatto frammentato e distribuito tra tanti soggetti diversi e antagonisti, perché solo in questo caso tutti possono accedere almeno a una parte delle risorse che la società mette a disposizione. 
Il governo della maggioranza si può tradurre in una "dittatura della maggioranza" soprattutto quando non riconosce alla minoranza la legittimità dei suoi interessi, dei suoi atteggiamenti, delle sue convinzioni.
Uno degli aspetti distintivi di un regime democratico è il rispetto dei diritti e delle esigenze delle minoranze, e in questo la democrazia indiretta è molto più efficace di quella diretta. 

In un sistema democratico maturo questa frammentazione e questo pluralismo sono inoltre garantiti e potenziati da molte forme di controllo incrociato tra i vari poteri di cui si compongono le istituzioni politiche.
Si distinguono tre poteri fondamentali di cui si compone lo Stato: potere legislativo che spetta al parlamento, che viene eletto direttamente dal popolo; il potere esecutivo che spetta al governo, il cui operato è controllato dal parlamento; il potere giudiziario spetta alla magistratura, che è un organo indipendente ma a sua volta controllato in parte dal governo, in parte dal parlamento.
La suddivisione del potere è oggi molto più capillare. 

I rischi della democrazia
Negli ultimi anni l'appoggio popolare ai partiti politici è diminuito drasticamente.
Pare sia stato rescisso il legame ideale che aveva portato al sorgere di tali organizzazioni, dando così origine alla partitocrazia, l'accentramento del potere reale negli organi dirigenti dei partiti medesimi, a scapito del parlamento e del governo. 













SOCIOLOGIA

 LA DIMENSIONE POLITICA DELLA SOCIETÀ

Le norme e le leggi
Ogni società si basa sulla condivisione di un certo numero di norme più o meno esplicite riguardo ai comportamenti che sono ammessi o meno e sul loro significato. 
Ogni società evoluta tende a formalizzare le norme sociali che ritiene più importanti e a renderle vincolanti per tutti i suoi membri. Esse diventano così delle leggi.
Una norma si formalizza quando il suo contenuto viene reso esplicito, anche solo verbalmente, da un'autorità riconosciuta. Le norme sociali informali sono implicite, il loro contenuto rimane incerto. La "legge" è una norma sociale che è stata formalmente codificata: ciò la rende univoca, sicura, uguale per tutti. La formalizzazione delle norme sociali è uno strumento attraverso cui la società cerca di limitare e prevenire la possibilità dei conflitti quando questi si manifestano e rischiano di mettere a repentaglio l'ordine costituito.

Una delle principali differenze tra una norma informale e una formale risiede nel fatto che per essere formalizzata una qualsiasi regola deve ottenere l'assenso esplicito delle persone, deve, quindi essere accettata e fatta propria consapevolmente. 
L'esistenza di norme prevede e istituzionalizza l'intervento attivo e consapevole dei soggetti sociali nella loro definizione. 
Le organizzazioni e gli apparati che presiedono alla formulazione e curano l'applicazione delle leggi di una società formano il complesso delle istituzioni politiche. Esse non solo fissano le regole comuni formali, ma governano e organizzano anche molti aspetti pratici della vita nella società. 

La politica e lo Stato
Le istituzioni politiche coincidono con apparati dello stato. Lo Stato diventa quindi, titolare legittimo del diritto di fare le leggi e anche l'unico soggetto sociale capace di far rispettare le leggi una volta promulgate. Bisogna tener conto che lo stato è comunque un organizzazione sociale, attraverso la quale viene istituzionalizzato il potere politico. 

Attraverso lo Stato, la società disciplina l'esercizio del potere istituzionandolo, per questo lo Stato può anche essere la burocratizzazione del potere politico. 
Nello Stato moderno nessuno è autorizzato a usare la forza a propria discrezione, poiché l'uso della forza non è più una facoltà libera per le persone, ma è sottoposto a norme. Affinché vi sia istituzionalizzazione è necessario che l'uso della forza sia vincolato a regole codificate, a determinate organizzazioni, a occasioni circoscritti.
In sociologia, si definisce Stato come quel soggetto sociale che detiene il monopolio dell'uso legittimo della forza fisica. 

Lo Stato è sovrano, poiché è l'unico soggetto su un dato territorio che può ricorrere in modo legittimo all'uso della forza per far rispettare la propria volontà.
La standardizzazione impersonale dei ruoli connessa con l'istituzionalizzazione permette di considerare quell'uso della forza come illegittimo e quindi eventualmente di porvi rimedio.

Lo Stato svolge la funzione di organizzare nel suo insieme la società che si è sviluppata su un determinato territorio. Diventa in questo modo in un certo senso la principale "agenzia" dell'istituzionalizzazione della società. 

È l'unico soggetto capace di conferire loro validità e legittimità. Questo può dipendere da molti fattori, ma consiste sempre nel consenso che esso riesce a ottenere dai cittadini anche senza esercitare effettivamente o potenzialmente la sua forza. Lo Stato ha anche l'autorità d'imporre regole estranee alla cultura dominante. 
Lo Stato legittimo è quel soggetto sociale a cui vengono riconosciuti il diritto e il potere di governare la collettività.

Alcuni aspetti della sfera pubblica
La dimensione genericamente politica della società è dunque più ampia del solo ambito delle istituzioni politiche in senso stretto e dello Stato. La sfera pubblica non coincide con le istituzioni e organizzazioni statali. Alla sociologia interessa particolarmente chiarire come tutti i soggetti sociali si comportino nell'affrontare le questioni di rilevanza collettiva. 

Il termine società civile, in sociologia, viene utilizzato per indicare l'insieme di tutti i soggetti che svolgono un ruolo attivo nel porre, affrontare o risolvere questioni di rilevanza collettiva. 

La politica è la sfera di tutte quelle azioni, quei fenomeni, quelle istituzioni il cui scopo finale consiste nel governare i comportamenti e gli atteggiamenti collettivi, nel risolvere i conflitti che di volta in volta si manifestano, nel gestire una parte delle risorse che la società produce. 
Ogni soggetto sociale che voglia "dire la propria" nei fatti e nei processi che riguardano l'intera collettività deve conquistarsi una posizione di potere, per far si che la sua voce venga ascoltata.

All'interno della politica avviene la distribuzione del poter politico e la lotta per la sua conquista, nonché quell'ambito in cui il potere politico viene esercitato nella definizione delle norme formali, nella risoluzione dei conflitti, nella distribuzione delle risorse.
La funzione sociale svolta dalla politica è che essa è utile alla società perché consente di risolvere i conflitti interni ed esterni senza rincorrere alla violenza, di formalizzare quelle norme che per la loro importanza chiedono di essere formalizzate, di gestire e distribuire delle risorse collettive. Si tratta però, comunque, di una forma istituzionalizzazione di lotta per il potere.


domenica 14 marzo 2021

sociologia

 PAG. 385

1. Ogni regime politico cerca di ottenere dalla società il maggior consenso possibile, perché in questo modo è più facile governare delle persone.
2. il regime politico che più degli altri è basato sul consenso popolare è quello democratico.
3. Nei regimi totalitari si cerca di conquistare il consenso della società attraverso delle elezioni periodiche.

PAG. 387
1. La democrazia indiretta è presente quando il popolo, decide attraverso l'intermediazione di uno o più suoi rappresentanti. La democrazia diretta, invece, avviene quando decide il prima persona. 
2. Il principio di rappresentanza consiste nel dare a tutti la possibilità di "dire la loro" nella gestione dei fenomeni sociali di importanza collettiva, non parlando in prima persona, ma affidando il compito a qualcuno che ricopre il ruolo di loro "rappresentante".
3. Un referendum abrogativo è uno strumento di democrazia diretta, serve per eliminare leggi o decreti legge, in modo totale o parziale, attraverso una consultazione della popolazione. 
4. I limiti che caratterizzano la democrazia diretta sono che è particolarmente difficile e costosa da gestire ed è meno efficace della democrazia indiretta. 

PAG. 388
1. Con l'espressione "dittatura della maggioranza" si intende quando il governo della maggioranza non riconosce alla minoranza la legittimità dei suoi interessi.
2. Uno degli aspetti fondamentali di un regime democratico è il rispetto dei diritti e delle esigenze delle minoranze.
3. La tradizionale divisione dei poteri di uno Stato moderno si divide in potere legislativo, potere esecutivo e potere giudiziario. 

PAG 389
1. ultimamente è diminuito l'appoggio popolare ai partiti politici perché i partiti  che dovrebbero fungere da collante sociale di una nazione, oggi tendono sempre più ad isolarsi dalla vita e dagli interessi della collettività.
2. le cause del fenomeno che prende nome di "partitocrazia" sono il fatto che le cronache giudiziarie hanno messo in luce che il grado di corruzione della politica, aveva raggiunto livelli allarmanti.
3. Con mediocrazia si intende: un sistema di poteri legati alla comunicazione.

domenica 7 marzo 2021

SOCIOLOGIA

La globalizzazione delle informazioni 
La globalizzazione è un fenomeno che coinvolge il mondo dell'informazione. La diffusione dei mezzi di comunicazione elettronici (televisione) e digitali (Internet) ci pone in perenne contatto con tutto il mondo, dandoci l'impressione di fare esperienza diretta di ciò che accade in  Paesi lontani. 
Nel mondo contemporaneo esistono estese reti di comunicazione attraverso cui si diffondono costantemente non solo informazioni, ma anche contenuti simbolici che vanno a permeare la nostra concezione del mondo e dei rapporti sociali. 

La globalizzazione politica 
La globalizzazione politica si manifesta soprattutto attraverso una perdita di potere dello Stato nazionale.  Se in passato ogni nazione era sovrana per ciò che accadeva all'interno dei su confini geografici, oggi questa prerogativa si sta indebolendo.  Le scelte influiscono su una determinata collettività, infatti, non sono più soggette al potere centrale dell'organizzazione statale ma un potere sempre più transnazionale.  Ciò implica che nessuna questione, per quanto localmente situata, possa essere considerata di competenza di una sola nazione. Ciascuno Stato si considera sempre più coinvolto in quanto succede non solo nei Paesi vicini, ma anche in quelli lontani.  Un aspetto caratteristico di questa tendenza è che le relazioni internazionali non riguardano più soltanto le tradizionali questioni della geopolitica (rapporti tra Stati, alleanze militari, frontiere), tempo nazionali o locali, come l'inquinamento, la droga, il terrorismo  la condizione femminile.  Le innumerevoli conferenze intergovernative mondiali su tali problemi sottolineano che ogni singolo Stato è sempre più parte attiva di una comunità globale, con la quale deve confrontarsi di continuo Perfino nelle questioni più intimamente connesse con il ruolo dello Stato, come il potere di fare le leggi e il monopolio della forza fisica, è attualmente in atto una tendenza globalizzante.  

La globalizzazione ecologica 
Esiste anche una dimensione ecologica della globalizzazione.  La conservazione delle risorse del pianeta, infatti, non può essere considerata più considerata di sola pertinenza delle autorità locali o nazionali.  Le catastrofi ecologiche, come si è compreso a partire dall'incidente alla centrale nucleare diChernobyl nel 1986, non "rispettano" i confini geografici e vanno ben oltre.  Anche la distruzione di una foresta o l'affondamento di una petroliera provocano danni così rilevanti che gli effetti negativi di lungo termine non rimangono circoscritti nel solo luogo in cui è avvenuto il disastro.  É interesse di tutti l'ambiente venga danneggiato il meno possibile: que- sto ha portato, da un lato, un intervento di sensibilizzazione per la tutela delle poche aree rimaste incontaminate - come la foresta amazzonica, considera- ta uno degli ultimi polmoni verdi  del pianeta - e, dall'altro, una nuova sensibilità verso le problematiche dell'inquinamento e del rischio ambientale.  E da osservare, inoltre, che i media hanno avuto un importantissimo ruolo nella formazione di questa coscienza pubblica ecologica globale: grazie a essi, infatti, alcuni tragici eventi, che le autorità locali altrimenti passato sot- to silenzio o minimizzato, sono diventati di pubblico  dominio, provocando io!  reazioni in tutto il mondo.

SOCIOLOGIA

CHE COS’È LA GLOBALIZZAZIONE

Uno stato di connettività complessa 

Nel loro insieme i processi di globalizzazione sono molto complessi, ma proprio a partire dalla perdita di importanza della collocazione fisica delle persone è possibile formulare una ima sintetica definizione di globalizzazione. 
Nel mondo globalizzato le persone sono connesse tra loro in modo molto più ampio e diffuso che nel passato.  Perciò si può definire la globalizzazione come uno stato di connettività complessa della società.  È una situazione completamente nuova, che ha conseguenze sia al livello macrosociologico degli Stati e delle organizzazioni sociali, sia al livello microsociologico dei singoli individui.  La globalizzazione non annulla le distanze fisiche, ma le rende più facilmente oltrepassabili: nel far questo, tuttavia, trasforma in modo radicale alcune coordinate di fondo della società e della nostra vita quotidiana.  Si pensi a come si sono modificate le transazioni commerciali con l'avvento di Internet.  Fino a trenta o quarant'anni fa chi commerciava con un Paese lontano, per esempio la Cina o l'India, era necessario dedicare una buona parte delle proprie risorse al mantenimento dei rapporti con quelle realtà, intraprendendo frequenti viaggi che richiedevano molti giorni. 
Perfino la nostra quotidianità assume in questo contesto tutt'altro significato rispetto al passato.  Oggi abbiamo, grazie per esempio alle continue immagini dei media, una cognizione più forte del fatto che in altri luoghi gente vive, lavora, lotta, si diverte in maniera completamente diversa da noi.  Questa accresciuta consapevolezza della diversità di stili di vita, mentalità, usi, valori, problemi in una parola: delle culture ci permette di percepire con maggior vigore il carattere relativo e contingente, e quindi sempre mutabile e tutt'altro che perfetto, della  cornice sociale e culturale in cui viviamo.  

Uno spazio sociale comune 

Lo stato di connettività complessa ha delle conseguenze sociali molto profonde. L'impressione è che la collettività in cui viviamo, e rispetto alla quale facciamo le nostre scelte, stia cambiando di scala: non più la nazione  , o addirittura la regione, con le sue comunità "cosmopolite" e le sue molteplici comunità locali, ma il mondo intero.
La Terra, in altri termini, è divenuta un luogo finito, circoscritto, Crista foro Colombo impiegò settanta giorni per giungere in America, oggi lo ci può fare in poche ore.  La maggiore accessibilità si traduce in una profonda trasformazione della nostra relazione con il pianeta.  Un tempo la Terra era per gli esseri umani uno sterminato "mondo" da esplorare, il territe rio dell'ignoto e del fantastico, mentre oggi essa è una superficie "chiusa" appunto un "globo", di cui si può più o meno facilmente  raggiungere ogni punto.  Il nostro orizzonte d'azione o d'esperienza non conosce più limif geografici: possiamo raggiungere in una giornata un'isola sperduta della Polinesia, avere immagini in tempo reale di ciò che sta accadendo in qualche oscuro villaggio africano, conversare quotidianamente con il nostro amic  che passa l'estate in Australia.  La globalizzazione è chiamata così anche perché è quella caratteristica del- la società contemporanea per cui, per la prima volta nella storia, gli esseri umani riescono a percepire nella loro esperienza quotidiana la finitezza del globo terrestre.  e contrapposti) e in concomitanza con l'esplosione delle tecnologie della comunità.

La società civile transnazionale  

Si capisce a questo punto che la diffusione a livello mondiale degli stili di vita metropolitani è solo un aspetto del fenomeno della globalizzazione. Sembriamo avviarci verso la costituzione di un'unica società umana globale, non più attraversata da barriere sociali e culturali stabilite su base geografica.  Le forme assunte dall'associazione tra gli uomini nel mondo moderno si accompagnano a uno "stirarsi" su tutta la Terra e non sono più tipiche solo di un territorio circoscritto. Il mondo sta diventando un unico sistema sociale profondo interconnesso, in cui quello che accade in qualsiasi angolo del pianeta è capace di influenzare la vita degli abitanti di tutto il resto del globo.  La società globale è anche detta transnazionale, poiché una delle sue carat- teristiche principali è di affermarsi indipendentemente dalla volontà dei singoli Stati, e spesso contro di essa.  Il fenomeno a cui stiamo assistendo non è tanto l'associarsi degli Stati in forme di sovranità territoriale più ampia (come sta peraltro accadendo in alcuni casi, si pensi per esempio al processo d'integrazione europea), quanto piuttosto l'incremento della capacità dei  vari soggetti sociali, siano essi individui organizzazioni oppure organizzazioni, di agire senza dover fare i conti con le esigenze e la volontà degli Stati nazionali e con il loro bisogno di delimitarsi reciprocamente attraverso la definizione ai confini geografici.  Sempre più spesso uomini, cose, capitali, idee e informazioni uno Stato all'altro senza dover "chiedere il permesso" per poterlo fare.  


SOCIOLOGIA

 P.449 1. Gli osservatori che studiavano gli effetti dei media sul pubblico avevano paura che i mass media avessero la capacità di manipolar...